Una mattina di inizio anno in Campo dei Fiori: consolazioni di un vecchio prete



Se ne ride chi abita i cieli,
li schernisce dall’alto il Signore.

Salmo II, 4

Nelle conversazioni con gente semplice, nelle brevi battute che scambio al mercato o per via con brave persone di umili condizioni, mi capita sempre più spesso di sentirmi dire: 

Reverendo, noi siamo rimasti quelli di prima: sono i preti che sono cambiati. Ogni domenica ce n’è una nuova. E noi che possiamo fare? Anche se protestiamo, ci dicono che siamo noi a non aver capito, che dobbiamo aggiornarci, che la Chiesa di Papa Pio non c’è più. Adesso c’è Francesco, la misericordia, gli immigrati. E i preti dove stanno? In chiesa no di certo: sono sempre da un’altra parte. Ma neanche per strada li si vede, perché si mimetizzano, si nascondono, si vestono come la gente comune. Poi li vedi alle conferenze e alle inaugurazioni, e allora sì che tirano fuori la sottana rossa e si fanno salutare dai Carabinieri sull’attenti. Ma quando ti serve un prete per confessarti, si inventano mille scuse, non hanno mai tempo. E la Messa la dicono nei ritagli di tempo, in orari in cui i fedeli lavorano. Una volta andavo a Messa alle cinque, prima di aprire bottega, ma oggi a quell’ora è tutto chiuso, anche le chiese. E per avere la benedizione di Pasqua devo prendere l’appuntamento, e mi mandano uno della parrocchia in borghese che mi lascia un foglietto e non usa nemmeno più l’acqua benedetta. Però agli extracommunitari danno la casa e il telefonino, coi soldi della questua. E quest’anno per fare il Presepio abbiamo dovuto organizzarci noialtri, altrimenti il prete non lo faceva. A noi non ci pensa più nessuno, quaggiù. Se non ci fosse la Madonna che ci protegge, per colpa dei preti saremmo tutti maomettani o protestanti.

In queste parole, che in romanesco sono ancora più efficaci e colorite, si può riassumere il disorientamento del fedele cattolico, che si sente abbandonato e tradito dai suoi stessi sacerdoti. 

Nei quartieri popolari i chierici della neo-chiesa non mettono piede se non nei panni di sindacalisti con le bandiere arcobaleno, per dedicarsi alle abbuffate in chiesa, ora tanto in voga. Ma basta fare un giro dei negozi e delle bancarelle in Campo dei Fiori per sentire quel Sia lodato Gesù Cristo che in Vaticano è ormai bandito e che fa letteralmente inorridire certi Prelati bergogliani. Il saluto cattolico dei semplici, che sorridono speranzosi al sacerdote vestito da sacerdote, e che indugiano come a chiedere di fermarsi un attimo, dire una parola di incoraggiamento, dare una benedizione, promettere una preghiera per un parente malato o per un figlio senza lavoro. Con quella confidenza tutta italiana, anzi tutta romana, onde Cristo è romano. Una confidenza che non altera le differenze, che non annulla le distinzioni, ma che tutti affratella nel nome di Nostro Signore. 

Ostaggi del Clero, ecco cosa sono diventati i fedeli. Vittime delle loro sperimentazioni, della loro nuova religione in vitro, cui essi si sentono estranei e che considerano, con la bonomia e la saggezza del popolo, una delle tante stravaganze che il tempo cancellerà, com’è già avvenuto in passato. Perché il popolo rimane, come rimangono i galantuomini e le persone perbene. Attendono pazienti che passi anche questo papa e questa generazione di ecclesiastici: solo la Chiesa rimane. 

Ma se il sensus fidei è preservato dai semplici, rimane la constatazione dolorosa dei danni enormi che la fauna clericale - come l’ha chiamata Bergoglio pochi giorni or sono - continua a causare nelle classi più malleabili e soprattutto nella mentalità dei giovani, che trovano nella neo-chiesa un ottimo alleato alla loro mediocrità, alla loro inerzia morale ed intellettuale. 

Eppure… Eppure anche tra i giovani - ragazzi e ragazze - ci sono anime assetate di virtù, desiderose di quegli eroismi, di quelle mete ardite che la società e la religione conciliare non sanno più indicare loro. Giovani che nel silenzio di una chiesa passano un’ora inginocchiati dinanzi al Tabernacolo recitando il Rosario. Giovani che in Confessione rivelano una delicatezza d’animo ed un desiderio di santità che dovrebbero farci arrossire. Giovani che la Grazia si è degnata di preservare dalla corruzione del secolo presente, e che domani saranno padri e madri devoti, sposi fedeli, lavoratori onesti. Il loro disorientamento dinanzi alla babele ideologica e religiosa non scalfisce la serenità con cui, per un vero miracolo della Provvidenza, custodiscono nel loro cuore il fuoco della Carità cristiana, il desiderio di progredire nella vita spirituale, la disponibilità al sacrificio. 

E quando vedo certi pretacci scandalosi che credono di esser moderni solo perché dicono le parolacce o raccontano ai ragazzi dell’oratorio barzellette sconce, che pensano di farsi stimare perché si vestono da straccioni invece di indossare la talare, che si mostrano disinvolti o irrispettosi verso le cose sante nella convinzione di attirare il consenso della gente comune, li compiango. Mi fanno pena, più che rabbia: la loro irrimediabile mediocrità, il loro desiderio di compiacere i potenti e di scandalizzare i semplici li rende grotteschi e, per Grazia di Dio, allontana da loro i buoni. 

Occupano le chiese, certo. Sono infeudati ovunque. I loro sproloquj sono pubblicati su Avvenire, su Famiglia Cristiana, su Facebook e su Twitter. Le loro facce beote compaiono sui giornali e nei selfie. Hanno anche uno sponsor, non meno grottesco di loro, che siede sul Soglio di Pietro e che invece di pascere il gregge affidatogli, esalta i lupi e li fa entrare nell’ovile. 

Ma in quella chiesina silenziosa, dove arde la lampada rossa accanto al Tabernacolo, si vedono ancora uno studente, un panettiere, una commessa, una madre di famiglia, un nonno col nipotino, un militare che pregano in ginocchio, col Rosario in mano. Non leggono Amoris Laetitia, non meditano gli scritti di Ravasi o di Enzo Bianchi: pregano e adorano il Re divino nella Sua prigione, trascurata dai Suoi ministri.  


Queste sono le cose che, in una fredda mattina romana d’inizio anno, mi fanno ringraziare il Signore e mi fanno capire che non tutto è perduto. 

Commenti

  1. Commovente e imperdibile questa pennellata di vero Cattolicesimo, di santità popolare così disprezzata dal clero massonico bergogliano, saccente e con la puzza sotto il naso, come i fighetti comunisti e sinistrorsi vari.
    Per questo clero traditore contano solo Lutero, gli immigrati, "le religioni del libro" (ebraica, islamica), ma anche i buddisti, gli induisti (avete visto padre Sosa Abascal pregare in un tempio buddista?), i comunisti, il finto pauperismo (con un occhio ai poteri forti finanziari internazionali, massonici).
    Per loro dovremmo diventare tutti meticci, senza più radici, etniche, culturali e religiose, senza più Verità tutta intera, cioè Cristo Re del Cielo e della Terra. Ma quando deciderà, la Divina Provvidenza, di sconfiggerli, annientarli, spazzarli dalla faccia della terra? non sarà mai troppo presto. Da questi traditori, liberaci o Signore !

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  2. Ad una signora che, a proposito della rivoluzione attuata nella Chiesa Cattolica dal CV II e dal postconcilio (dottrina, liturgia, pastorale, catechesi, missionari età, esorcismo, ecc.) si chiede retoricamente “ma chi gliel’ ha chiesta una simile rivoluzione a questi traditori?” un altro blogger risponde che “la chiesa sta portando avanti il progetto dei padroni del mondo che vogliono il controllo totale sull’umanità con un unico governo mondiale e una unica religione mondiale.”
    Commenti, questi, che smascherano le falsità, le menzogne, gli inganni di un clero che sembra veramente aver perduto la bussola, da sessanta anni in qua (a cominciare da Roncalli); questo per rimaner nel tenero e rispettoso linguaggio, con quello che si suol definire “beneficio d’inventario”, altrimenti ben altri epiteti andrebbero affibbiati a questi pastori (veri? falsi? ai posteri l’ardua sentenza).

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  3. Risposte
    1. Un vezzo, caro Gili, che spero sia concesso alla mia veneranda età!

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    2. È un modo per essere controrivoluzionarî anche nel linguaggio e nell'ortografia, non solo un vezzo: sono i nostri nemici stessi ad insegnarci che variando le modalità d'espressione possono essere variati assai più facilmente i concetti e quindi le idee: e più inavvertitamente ciò accade, meglio è per loro.

      Perciò, ben venga sproloquj insieme all'utilissimo principj, e chi più ne ha, più ne metta.

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  5. Caro padre le sue ragioni sono anche le mie, è persino diventato difficile fare del bene ai bisognosi, ho dovuto in molte circostanze chiedere il perdono al Signore, perché, attirato ingenuamente in certe truffe. Quando però si prega con il cuore sincero, Lui da il suo discernimento, evitando così di duplicare il tuo bene ingenuo in male. Mai si dovrebbe rallegrarsi e vantarsi, personalmente, per un'opera di bene, perché secondo il mio parere, tutto quello che noi possediamo, Lui, Il Signore, lo ha concesso perché lo usassimo anche verso quelle persone meno fortunate di noi ( fortunate, per così dire) affinché si concedesse un po' di gloria a Lui Signore. Tutto l'altro è vana gloria!
    Grazie per avermi dato questa possibilità d'esprimere un mio parere, diventa difficile farlo in altri ambienti.

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  6. Leggendo della morte dei due ragazzi avvelenati dal monossido di carbonio,Alex Ferrari e Luca Bertolaso, e sentendo che nella camera accanto vi erano due ragazze, ho pensato : “ma che bravi questi ragazzi di oggi, due coppie di fidanzatini che dormono in camere separate, esiste ancora il timor di Dio, bene”.
    Poi, oggi, zigzagando sul web, vengo a sapere (da Repubblica, l’Arena, Vanity Fair) che non si trattava di due coppie di fidanzatini, no, la coppia era una sola, ed era quella dei due ragazzi, “fidanzati da un anno”, “che si scambiavano parole d’amore sui social”, mentre le ragazzine erano due amiche. Signore Onnipotente, ho dovuto reggermi sulla poltrona.
    Il parroco che ha officiato il funerale (don Roberto Castegnaro, di Arzignano, Vicenza), ligio al “chi sono io per giudicare” del suo principale, tale signor Bergoglio Mario (eh si, sono sedevacantista daPio XII in poi) , ha detto che del loro rapporto omosessuale non gli importava niente, non era cosa che rientrasse nel suo ministero sacerdotale; ma forse Cristo Giudice la pensa diversamente, e glie lo dovrà spiegare, quando andrà a trovarLo, lassù, un giorno (spero il più tardi possibile, così che abbai tempo di ravvedersi).
    Qui di seguito riporto i dialoghi tra i giornalisti (un poco provocatori) ed il parroco (I=giornalista, dR=don Roberto):

    dR :«Non mi interessa il loro orientamento sessuale», l'intervista a don Roberto Castegnar, che ha celebrato il rito funebre di Alex e Luca, che si amavano e sono morti insieme mentre erano in montagna.

    dR “se Alex e Luca erano una coppia, per me non cambia nulla, rispetto la relazione tra Alex e Luca, un rapporto che era importante e sicuramente di confidenza”
    I : “Alex e Luca si dichiaravano fidanzati ufficialmente”;
    dR.: “ L’amicizia giovanile non è necessariamente un fidanzamento, un conto è dire che c’è una relazione importante e un conto è il fidanzamento.”

    I : Sui loro profili social Alex e Luca si sono scambiati spesso parole d’amore”.
    dR : “«Io non ho guardato i loro profili. Questo secondo me è un aspetto che nella celebrazione sarà secondario».
    I : “Avrebbe celebrato il funerale di Alex e Luca anche se avesse saputo da subito che erano una coppia?”
    dR : «Sì, il fatto che siano o meno coppia non influisce su questo”
    I : “Condanna l’omosessualità?”
    dR : “«No, non la condanno. “
    dR : ““C’è rispetto per quella che stata la loro relazione, non li consideriamo di certo pubblici peccatori. La Chiesa condanna l’omosessualità esibita, io non ho conosciuto direttamente nessuno dei due, ma non mi sembra fosse questo il caso”

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  7. Quando tutto questo pagliacciume mortale e inverecondo sarà terminato, occorrerà un processo di Norimberga 2.0 per dare a ciascuno il suo.

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  8. Due semplici citazioni ci fanno capire come oggi nella Chiesa Cattolica ci sia di tutto ed il contrario di tutto :
    1) Mons. Luigi Negri (vescovo emerito di Ferrara) , parlando di immigrazione islamica avverte “ci stiamo arrendendo all’anticristianesimo, c’è il rischio concreto di eliminazione della società” (cristiana occidentale, evidentemente);
    2) mons. Lauro Tisi, arcivescovo d Trento, dal canto suo, è invece di parere molto diverso, dato che afferma testualemente “Dio è migrante, la Trinità è migrante, come lo devono essere tutti i cristiani, che non devono avere una casa”
    Cosa non si fa per la carriera, eh? per compiacere il padrone di turno? e poi, quell’insistenza sul “devono”, mi suona tanto di imposizione : piaccia o non piaccia, dovete accettare l’invasione islamica, e niente proteste (ricordate il cartello “vietato lamentarsi” apparso tempo fa a Santa Marta?).
    Questa sparata di mons. Tisi mi ricorda tanto le parole sentite dalla Boldrini, quando disse che noi italiani dobbiamo prepararci ad assumere lo stile di vita dei musulmani clandestini che arrivano nel nostro “Bel Paese” (bello ancora per poco, purtroppo), precisando che gli immigrati ci mostrano lo stile di vita che sarà presto quello di tutti noi poveri italiani.
    Serve altro per smascherare i segreti piani (provenienti da dove? dalle élites massoniche mondiali che manovrano governi e Chiesa?) di questi signori, insediatisi ai posti di comando della società civile e religiosa?

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  9. Carissimo e reverendo Baronio, La ringrazio di cuore per questa bella riflessione, così piena di fede e speranza. Le consolazioni provenienti dal semplice popolo fedele sono anche le mie. Davvero non tutto è perduto: c'è un "pusillus grex" a cui Dio si è compiaciuto di dare il Suo Regno e che non accetta di farselo sottrarre. Deo gratias!

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  10. ancora a proposito delle farneticazioni incredibili di mons. Tisi, propongo l'interessante analisi che ne fa Francesco Lamendola in http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/cultura-e-filosofia/la-contro-chiesa/3726-l-ultima-blasfemia; siamo veramente alla galleria degli orrori, il clero sta perdendo il ben dell'intelletto ogni giorno di più, non riesce più nemmeno a mettere in fila un discorso logico sena includervi frasi sconnesse, asserzioni che si contraddicono l'un l'altra, o comunque affermazioni senza alcun senso logico, che possono essere accolte solo da chi vuol rimanere cieco e sordo e farsi fare il lavaggio del cervello da un clero sempre più apertamente al servizio della massoneria satanica che vuol controllare il mondo intero, politicamente e religiosamente. il tempo del redde rationem si avvicina a grandi passi, temo che molto presto ne vedremo delle belle, anzi delle brutte, ma a vederle e subirle saranno principalmente questi falsi religiosi che ci vogliono fare il lavaggio del cervello. Vadano retro !

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